La Sacra Famiglia di Castelfusano

30 12 2008

nativita
Avevo scritto sulla mia pagina di Facebook che per il 25 dicembre speravo che i bambini e le bambine del nostro mondo fossero fortunate quanto il bambino di Betlemme che, in una notte fredda e poco accogliente – i vangeli apocrifi e le novelle antiche raccontano di come la famiglia non convenzionale di Giuseppe fosse stata rifiutata da più di una locanda – aveva avuto la fortuna di trovare in una capanna o in una grotta, un bue ed un asinello a riscaldarlo. Qualcuno dei miei amici mi aveva scritto chiedendomi quale il senso delle mie parole su FB. Non ho avuto il tempo di rispondere, che ci è caduta addosso l’immagine del rogo di Castelfusano. La famiglia distrutta dal rogo è stata meno fortunata della famiglia di Giuseppe. Roma oggi non è Betlemme e gli stranieri, le famiglie imperfette, i diversi sono meno tollerati di allora.
A questa moderna Sacra Famiglia è andata male. Le immagini ci raccontano tutto. Non c’è bisogno dei cronisti e delle loro sottolineature sull’origine etnica di questa mamma e di questo bambino morti in una fredda notte perché si volevano riscaldare in una capanna ai margini della capitale d’Italia. Il padre, moderno carpentiere, uscito di casa per andare a lavoro al suo rientro non ha trovato la sua Maria ed il suo Bambino. Solo un cumulo di cenere, di lamiere e teloni anneriti da un fuoco malvagio e funesto. Mancavano un bue ed un asinello. Sono mancati anche i pastori con i loro regali. E’ mancata e manca nel nostro paese la solidarietà e l’accoglienza per tanta povera gente che è costretta a vivere in baracche e capanne arrangiate ed improvvisate. Mentre qualche idiota invita a non mettere nessuna moschea dentro i presepi, scopriamo le immagini di una baraccopoli, di una favelas italiana, di un misero presepe dove si stavano trascorrendo le feste e per i quali, purtroppo, tutto quello che viene dopo non ha più senso. Come non ha senso morire nel 2008 in una capitale europea in una baracca ammazzati dal bisogno di cercare un po’ di calore.

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2 responses

30 12 2008
Valentina Fulginiti

@Fiorino: segnalo una notizia di qualche giorno fa, meno tragica ma sempre in linea con questi tempi tristi. È un messaggio in una direzione giusta. A me, questo Natale, il tacchino non va giù.
V.

Bergamo, niente Bambinello nel presepe. Il parroco spiega ai fedeli: “Non siete pronti”

BERGAMO – In una chiesa di Bergamo il parroco si è rifiutato di mettere la statuetta di Gesù Bambino nel presepe (come accade, per tradizione, il 24 dicembre), perché la gente “non è pronta”. E ora fa discutere la scelta di monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo, annunciata nel corso dell’omelia, alla Messa di Mezzanotte.

Il sacerdote, che durante le omelie domenicali invita i fedeli a curarsi dei poveri e degli emarginati, ha deciso di comportarsi di conseguenza. E durante l’omelia ha proclamato: “Questa notte non è Natale. Non siete pronti. Se non sapete accogliere lo straniero, il diverso, non potete accogliere il Bambin Gesù.
Perciò Gesù non nasce”.

7 01 2009
Isabella Ricci

Un’immensa distesa di egoismo latente che non manca di fare capolino alla prima occasione in cui bisogna fare un distinguo tra i nostri a volte futili interessi e i bisogni primari di altri. Ma questo parte già da nuclei ristretti, come quelli familiari, poi si propaga a macchia d’olio. La cultura del diverso, sì cultura, perchè con l’esempio che la società ci dà e dà ai nostri figli di conseguenza, trova sempre più accaniti sostenitori in un periodo storico che io giudico buio sotto molti punti di vista…

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