Buoni esempi

14 02 2008

Qualcuno in un paese sperduto della provincia di Siena dovrebbe leggere e riflettere.

fpi

Il 1 febbraio 1960, quattro studenti del North Carolina agricultural and technical College, si sedettero al banco della tavola calda dei magazzini Woolworth di Greenville, North Carolina, Stati Uniti, e aspettarono di essere serviti. In obbedienza alle leggi del paese, che vietavano di servire le persone di “razza” nera nei locali riservati ai bianchi, il personale ignorò la loro presenza.

Ci sedemmo a un banco dove i neri non si erano mai seduti. E la gente cominciò a guardarci. Anche il personale, che era in gran parte nero, ci guardava increduli. Avevano paura per noi. Chiedemmo di essere serviti, e ci fu negato. Ce lo aspettavamo. Domandammo perché non ci potevano servire, e naturalmente non ricevemmo una risposta ragionevole, e avevamo intenzione di restare lì finché non si decidessero a servirci .

Non furono serviti, né allora né nei giorni seguenti, quando ripeterono l’azione. Ma il loro esempio fu seguito in tutto il Sud degli Stati Uniti, e fu l’inizio dell’ondata di sit-in, il maggiore contributo delle nuove generazioni al movimento dei diritti civili. Due settimane dopo, fu il turno di Nashville, Tennessee. L’azione fu preparata in una serie di incontri coordinati da James Lawson, una delle figure più importanti del movimento, eccessivamente oscurato nella memoria e nei media dall’attenzione esclusiva riservata a Martin Luther King.

Lawson era stato obiettore di coscienza durante la guerra di Corea, e aveva trascorso un anno in un centro di studi gandhiani in India . I partecipanti furono istruiti sulla filosofia e la pratica della non violenza, organizzati in gruppi, e dotati di istruzioni su come comportarsi.

Quando i ragazzi uscirono dalla chiesa per avviarsi ai luoghi destinati per il sit-in, ciascuno di loro aveva in mano un foglio con le norme da seguire:

Non reagite fisicamente o verbalmente se aggrediti.
Non ridete ad alta voce.
Non attaccate discorso col personale.
Non alzatevi finché non ricevete istruzioni dal leader.
Non bloccate gli ingressi al negozio o alle corsie.
Mostratevi sempre cordiali e cortesi.
Sedete eretti e sempre di faccia al banco.
Riferite ogni episodio significativo al vostro leader
Riferite tutte le informazioni al vostro leader in modo educato.
Ricordate gli insegnamenti di Gesù Cristo, Mohandas K. Gandhi e Martin Luther King.
Ricordate l’amore e la non-violenza.
Dio vi benedica tutti .

Da Riti di assenso, pratiche di protesta. Alle origini del movimento dei diritti civili negli Stati Uniti
di Alessandro Portelli

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3 responses

15 02 2008
caparossa

E’ come minimo parziale, questo racconto, e quello che sotto sotto sostiene.
Senza dubbio fu inportante questa modalità di lotta, negli USA degli anni ’50 e ’60, sulla linea del reverendo Martin Luther King.
Ma solo in quel modo avrebbero ottenuto ben poco.
Fu anche grazie al Back Power e ai signori Malcom X, Huey P. Newton (assassinato dalla polizia USA nel 1989), Bobby Seale, Fred Hampton (assassinato nel 1969 nel suo letto mentre dormiva. Con una modalità che anticiperà di qualche anno quelle del Generale Dalla Chiesa nella “lotta al terrorismo”, fatta di omicidi a sangue freddo da parte delle “forze dell’ordine”), George Jackson, Angela Davis, Mumia Abu-Jamale (ancora oggi nel braccio della morte, nonostante sia ormai acclarata la sua innocenza. Ma si sa, la democrazia…) e tanti/e altri/e, se gli afroamericani poterono iniziare ad uscire dal loro stato di schiavitù nei fatti (buffo che nessuno si ricordi che lo Stato del Bene nella Lotta contro il Male fino agli anni ’60 discriminava razialmente 1/3 dei propri cittadini…).

Sul Black Panther vedi:

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Tanto per iniziare.

15 02 2008
caparossa

WordPress di merda:

– Pantere nere. Storia e mito del Black Panther Party, Bertella Farnetti Paolo, Shake Edizioni Underground;
– Senza illusioni. I neri negli Stati Uniti dagli anni Sessanta alla rivolta di Los Angeles, Cartosio Bruno, Shake Edizioni Underground;
– Con ogni mezzo necessario. Discorsi e interviste, Malcolm X, Shake Edizioni Underground;
– Autobiografia di Malcolm X, di Malcolm X, Haley Alex, Rizzoli.

Tanto per iniziare.

15 02 2008
fiorinoiantorno

Caparossa…c’è li ho tutti!!!

sono molto appassionato al movimento degli afro americani. Tra l’altro un mio caro amico sta scrivendo un libro interessante sul movimento.

besos

state bene?

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