Il 10 Novembre in piazza per la democrazia!

8 11 2007

Ned Lud ci scrive e noi pubblichiamo a dispetto di chi c’è l’ha con il vecchio zio Ned!

La manifestazione del 10 di novembre contro l’ampliamento dell’Aeroporto di Ampugnano è oramai vicina. Noto con piacere leggendo la stampa, che questa manifestazione e soprattutto i cittadini che si sono attivati, fanno paura. Ed infatti è iniziata una strategia della comunicazione molto elementare e non degna di nessun professionista della comunicazione. Blog artefatti – quello della società aeroporto di Siena – dove ci sono interventi solo di entusiasti (non è che sarà sempre uno solo che scrive?) e qualche (questo vero!) oppositore. Professori che scrivono articoli dove ci spiegano la via da seguire e non si sa se scrivono come uomini e donne con un loro legittimo punto di vista (lo preferiremmo) o come soldatini che devono fare vedere la loro fedelta al nascituro partito democratico (lo comprendiamo, ma ci piace meno). Il sindaco Masi, che dirama un comunicato dove dice che vuole capire di più e dunque anche lui ha qualche dubbio. Mossa, questa ultima, evidentemente fatta per provare a sgonfiare la manifestazione del 10 novembre. Ma caro Masi perchè dovremmo fidarci “subito” di uno come lei che cambia idea troppo spesso…Prenda esempio da Enrico IV che ha dimostrato il suo “reale”pentimento per tre giorni e tre notti a Canossa. Ma anche per essere come Enrico IV ci vuole un pò di coraggio. Questa sua lettera alla vigilia della manifestazione sembra uno stucchevole tentativo di dire ai cittadini “state tranquilli, state a casa, tanto non è sicuro che si farà l’aeroporto”. Mi faccia il piacere! Ma la fandonia che svela un nervosismo molto più grande è quella delle paventate infiltrazioni nel corteo. Le regole della comunicazione impongono che non si dovrebbe parlare di una notizia che non si vuole pubblicizzare perchè – è evidente – la si alimenta. Credo, però, che questa volta serva un eccezione. Questa ultima notizia non solo è una stupidaggine, ma sa di piccola strategia della tensione fatta in casa. Impaurire, insudiciare con notizie false un momento importante come una manifestazione di uomini e donne significa che si ha poco rispetto per la democrazia e rimanda ad un modo di fare che nel nostro paese è stato portato avanti da settori deviati e pericolosi. Non la mando giù. E’ oramai evidente che la manifestazione del 10 di novembre contro l’ampliamento fa paura per come è maturata: una classe economica e politica riteneva di potere decidere tutta sola soletta del futuro di un territorio fregandosene dei cittadini. Ed invece i soliti noti hanno trovato una consapevolezza, una maturità ed una voglia di partecipare con cui non avevano fatto i conti. Semplicemente hanno trovato la forza della partecipazione democratica. Ma Ceccherini, Masi ci hanno dimostrato nell’assemblea di Agenda 21 a Sovicille, che forse non sanno più neanche cosa sono i cittadini. Farebbero meglio a farsi una passeggiata per le vie dei paesi, delle città e parlare con chi amministrano invece di sforzarsi di parlare francese con Madame Galaxy! Per tutti questi motivi la manifstazione del 10 di novembre assume un significato molto più profondo: infatti il 10 diremo NO all’aeroporto, ma soprattutto diremo NO ad un modo di amministrare la cosa pubblica, ad un modo di fare politica che non coinvolge più i cittadini. La politica è partecipazione, la politica è coinvolgimento, la politica è fatta di scelte che vengono prese insieme a chi si amministra e a chi ci delega per rappresentarli. Ma questa delega non è in bianco. Ha bisogno di verifiche e di incontri non solo ogni volta che c’è un momento elettorale, ma costantemente, ogni giorno. Tutto ciò si chiama democrazia partecipata: la praticavano gli ateniesi, oggi è diffusa nel sud del mondo e si sta affermando come modello per amministrare molte capitali del mondo. Forse gli inventori e i professori del partito democratico non hanno capito e non hanno letto bene quella che è l’essenza del NO all’ampliamento di Ampugnano. Si tratta di un NO al primato dell’economia che vuole decidere su di un territorio senza confrontarsi con chi ci vive; un NO che vuole parlare di un altro sviluppo della nostra provincia che passa per il potenziamento della ferrovia e delle arterie stradali in direzione Firenze e Roma. Un NO che vuole confrontarsi non su di che colore deve essere la torre di controllo dell’aeroporto, ma che vuole partecipare consapevolmente ed attivamente per dare una risposta ai bisogni del nostro territorio. Che c’è di strano in questi NO? Forse non siamo abituati più alla democrazia? Forse le sirene dell’autoritarismo e della decisione di uno solo hanno fatto breccia anche in chi si ritiene “democratico”? O forse, qualcuno si è piegato come Enrco IV davanti agli interessi economici di pochi? La difesa della democrazia passa, inevitabilmente, dal reclamare la propria voglia ed il proprio diritto a partecipare alle decisioni, a prendere atto della volontà della maggioranza ed a dimostrare pacificamente il proprio dissenso. Questo è quello che faremo il 10 di Novembre alle ore 15,00 alla Lizza: diremo NO ad Ampugnano per dire SI alla democrazia.

ned lud aka fpi 

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