Arrivederci Enzo Biagi

6 11 2007

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Se ne andato oggi Enzo Biagi. Una grande perdita per chi crede in un certo giornalismo. Ma di Enzo Biagi mi piace ricordare i suoi editoriali domenicali sul Corriere. E’ stato uno dei primi a capire ed a mettere in guardia gli italiani dal vero pericolo che non è Berlusconi, ma la costante berlusconizzazione della nostra società ed anche ahimè, del centro sinistra stesso. Mi chiedo cosa penserebbe ora di tutta questa storia dei romeni che viene trattata dal centro sinistra con modi e soluzioni simili al peggior governo Berlusconi, chissà Enzo Biagi cosa direbbe. Mi piace ricordarlo pubblicando uno dei suoi ultimi articoli dove parla della Resistenza e del fatto che in questao paese bisogna sempre resistere a qualcuno ed a qulacosa. Arrivederci Enzo Biagi!

Torno in tv dopo un intervallo durato cinque anni: insormontabili ragioni che chiamerò tecniche mi hanno impedito di continuare il mio programma. Sono contento, perché alla mia rispettabile età c’ è ancora chi mi dà una testimonianza di fiducia e mi offre lavoro. Ma non voglio portar via il posto a nessuno: non debbo far carriera, e non ho lezioni da dare. Voglio solo concludere un discorso interrotto con i telespettatori, ripartire da dove c’ eravamo lasciati e guardare avanti.

Quante cose succedono intorno a noi. Cercheremo di raccontare che cosa manca agli italiani e di che cosa ha bisogno la gente. Fra poco sarà il 25 aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita. C’ è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi. Il revisionismo a volte mi offende: in quei giorni ci sono state anche pagine poco onorevoli; e molti di noi, delle Brigate partigiane, erano raccogliticci. Ma nella Resistenza c’ è il riconoscimento di una grande dignità. Cosa sarebbe stata l’ Italia agli occhi del mondo? Sono un vecchio cronista, testimone di tanti fatti. Alcuni anche terribili. E il mio pensiero va ai colleghi inviati speciali che non sono ritornati dal servizio, e a quelli che speciali non erano, ma rischiavano la vita per raccontare agli altri le pagine tristi della storia.

I protagonisti per me sono ancora i fatti, quelli che hanno segnato una generazione: partiremo da uno di questi, e faremo un passo indietro per farne un altro, piccolo, avanti. Senza intenzione di commemorarci.

Enzo Biagi

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