SIENA OFF LIMITS

12 10 2007

 

 

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Ci sono diversi segnali che ci parlano di Siena come una città off limits. Siena sta diventando sempre più una città per pochi, per i c.d. VIP. Tutto viene costruito, pensato, fatto per i pochi, per coloro – detto brutalmente – che hanno i denari. Per tutti gli altri sempre di meno. Lo dimostrano diversi segnali e diversi fatti. Qualche giorno fa Il Sole 24 ore ha pubblicato una statistica che dice che Siena sommando Ici, addizionale Irpef, Tarsu (nettezza urbana) e addizionale sull’energia elettrica è la città più cara d’Italia. Per fare cifre ed essere chiari c’è un prelievo procapite di 690 € all’anno! Siamo sopra grandi metropoli come Roma, Milano, Firenze e per trovare una città media delle dimensioni di Siena bisogna scendere tra il 10 ed il 20 posto, dove sono posizionate città come Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara, Parma, città che non sono proprio Crotone, Ragusa o Reggio Calabria che – ahinoi – sono il fanalino di coda. Qualcuno ha tentato di giustificare questo primato con il fatto che a Siena però, i servizi sono di primo livello. Pur avendo qualche dubbio sul “primo livello”, non crediamo che il problema sia soltanto quello della qualità dei servizi. Il vero problema è l’accessibilità di questi. Chi può accedere a questi servizi di primo livello? Vi dovrebbero accedere tutti, e soprattutto il Comune dovrebbe tutelare e garantire i ceti più deboli che oggi, purtroppo, non sono più soltanto i pensionati e quelli che stanno sotto 15.000 € di reddito annuo, ma anche tante famiglie e giovani coppie che vivono con uno o due stipendi da 1000 € al mese e che hanno, almeno un figlio. E’ evidente che Siena è diventata una città difficile per questi. Tempo fa ci ricordiamo tutti, che si parlava degli asili di Siena e di Modena che per la loro efficenza erano il “sol dell’avvenire”. Così per le case di cura per gli anziani, così per i servizi sociali e per la cultura. Oggi ci sembra che il “sol dell’avvenire” è coperto da coltri di nuvole nere molto fitte che sono le esternalizzazioni selvagge che hanno peggiorato la qualità del lavoro nei posti su citati ed anche la qualità di chi ci vive dentro. Qualcuno ha sostituito la qualità intesa come benessere delle persone, con quella aziendalistica del pareggio dei bilanci. Oggi c’è qualità se i bilanci sono in pareggio. Se poi per pareggiare bisogna abbassare la qualità del cibo nelle mense scolastiche e negli ospizi pubblici, se bisogna annullare le professionalità di chi lavora in luoghi così delicati inserendo le cooperative che sfruttano una quantità enorme di persone con forme di lavoro precarie selvagge, se per arrivare alla qualità, il Comune rinuncia a controllare direttamente questi servizi poco importa. Non è un problema. Eppure Siena ha la “fortuna” di avere una Banca che aiuta costantemente la città. Come dire godiamo di un “tesoretto” molto particolare e che ci invidiano in tanti. Ma nonostante questo siamo la città più tassata e soprattutto i servizi, il welfare cioè quella parte di strumenti pubblici che devono aiutare i cittadini che vivono solo del loro salario, non funzionano più come dovrebbero. Aggiungiamoci: la privatizzazione di tutti i servizi pubblici per prima l’acqua, che ha portato come unico effetto per i cittadini bollette sempre più salate; i salari che dopo l’avvento dell’euro non bastano più; una sanità un po troppo ballerina, il risultato non è molto positivo. Ci diranno ci sono posti dove si sta peggio. Ma anche posti dove con molto meno, si sta meglio… Dunque la grande Siena si sta trasformando in una Siena per pochi, tant’è che anche il tanto discusso – solo sui giornali – Aeroporto di Ampugnano, leggiamo sarà un aeroporto per i VIP, mica un aeroporto di massa. Tranquilli un aeroporto solo per coloro che hanno i denari. Che decidono di venire a Siena dove si sta bene se si hanno i quattrini. C’è lo dice Madame Namblard, Amministratore Delegato di Galaxy che con il suo sorriso è venuta a tranquillizzarci. Corinne Namblard ha promesso forse, subito 50 posti di lavoro, e chissà in prospettiva 150. Che grande sviluppo, che grande occasione di lavoro che è l’Aeroporto di Ampugnano! Si farebbero molti più posti di lavoro investendo nei servizi sociali, nei servizi alla persona e nel grande patrimonio culturale della nostra città. Una proposta? Basterebbe con molto meno di quello che costa Ampugnano, stabilizzare i tanti precari che ci sono all’interno di questi tre settori, perchè, se il lavoro è ancora quella cosa che emancipa gli uomini e le donne e gli permette di affermarsi e ci vuole coraggio a considerare appunto, “lavoro” quello precario. Ma questo porterebbe un miglioramento delle condizioni di vita di tutti i senesi e non va bene. Siena è per pochi. E’ come l’Aeroporto, solo per pochi. Se è così ha proprio ragione Madame Namblard, facciamolo questo aeroporto simbolo della nuova Siena d’èlite, simbolo della Siena di chi ha! Il Comune, la maggioranza sono ancora in tempo per dare un segnale di cambiamento che i cittadini di Siena ci chiedono, ma occore rimettere l’azione politica e la progettualità al “primo posto” e fino ad ora questi sono mancati a Palazzo Pubblico. Cerchiamo di non perdere tempo ad andare ad imparare il fracese per capire ed esaudire i desideri delle Madame Galaxy di turno e cerchiamo invece di ascoltare, parlare e dare risposte ai nostri cittadini. A partire da oggi.

Francesco Andreini e Fiorino Iantorno

 

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3 responses

24 10 2007
milton

Ciao Fiore, ho trovato questo commento su un blog fatto da uno dei Wu Ming, parla di Bologna, ma a me pare proprio che parli di Siena. TE lo mando perché lo trovo illuminante.

COFFERATI NON CAUSA MA TRISTA CONSEGUENZA]
Non è stato certo Cofferati, pur con tutti i suoi passi falsi, a fare di Bologna una città gretta, chiusa e di merda.
Lo era già prima e lo sarà pure dopo.
[…] “Tradizioni di ospitalità di Bologna”. Quali, di grazia? Quelle dei proprietari di case che affittano in nero a cifre astronomiche, imbottendo gli appartamenti di disperati (e magari non vogliono negri e terroni)?
Quelle dell’ATC che ha approfittato dell’euro per aumentare il biglietto da 1300 a 2000 lire, e – guardacaso – concentra il controllo dei biglietti negli orari in cui i bus sono pieni di immigrati?
Quelle della lobby dei bottegai che ti “accolgono” in centro a zaffate di smog e si oppongono a qualunque riduzione del traffico pur di vendere a un coglione in più un paio di mutande a 40 euro?
Io in questo mito, in questa invenzione della tradizione, non mi riconosco.
Da decenni questa città campa sullo strozzinaggio immobiliare, oggi uno studente fuori-sede trova un posto letto in camera tripla in estrema periferia a 350 euro al mese se gli va bene (e settimana corta e zitto e mosca!).
Bologna è una città costruita su una piramide di lavoro nero e precario, buona parte del mondo delle cooperative “rosse” è mondo di precarietà e negazione dei diritti.

Bologna è una città di prezzi folli, il fornaio dietro casa mia vende il pane comune a 5 euro al chilo. Bere qualcosa in un bar del centro è addirittura proibitivo.
Quanto ai migranti e alle occupazioni, questa è sempre stata città di sgomberi, di disperazione, di nuove marginalità che si formano come fibromi sul tessuto della periferia.
Periferia che è aggredita e sbranata da una cementificazione selvaggia, sociopatica, con aree letteralmente strangolate, la pelle della città coperta da psoriasi di decine e decine di centri commerciali, dermatiti di palazzoni orripilanti, alberi buttati giù a centinaia per far posto a parcheggi a pagamento la cui vista ribalta lo stomaco […]
Quali tradizioni di accoglienza? Quale città bonaria? Io vivo qui da 16 anni e ho visto aumentare sempre più la selezione di classe, addirittura di censo. Hai i soldi? Bene. Non ce li hai? Te lo metto nel culo avvolto nella carta vetrata e devi pure ringraziarmi.
Bologna è una città che ha bisogno di un grande lavoro di demistificazione. Chi non ci vive la crede il paradiso in terra, e non si immagina quanto ormai sia noiosa e avvilente.
Va bene criticare Cofferati e il suo stile di governo, va bene rivendicare più partecipazione e più ascolto, va bene tutto.
Ma inventarsi cazzate no, per favore.

24 10 2007
13 11 2007
carlino

CHI E’ CONTRO L’AEROPORTO DI AMPUGNANO E’ CONTRO SE STESSO I SUOI FIGLI E UTTE LE GENERAZIONI CHE VERRANNO!
E’ INVECE A FAVORE DEI FIORENTINI (che faranno un altro aeroporto), DEI PICCINIANI (per ripicca), E DI TUTTI COLORO CHE CI VOGLIANO RIMANDARE NEL MEDIOEVO!

F.TO I 280.OOO cittadini provinciali a favore

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