Quale tipo di trasporto occorre ai cittadini della provincia di Siena.

28 08 2007

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Ospitiamo l’Intervento di Giuseppe Cundari, “macchinista ferroviere” per dirla come si diceva una volta che ci spiega la reale alternativa alle chiacchiere sull’aeroporto di Ampugnao. Il buon vecchio treno!

 

La politica dei trasporti nella nostra provincia è in movimento, poiché negli ultimi anni è ripresa l’attività per migliorare le vie di comunicazioni verso il Sud con l’adeguamento della Siena-Bettolle portata a due corsie velocizzate a 110/k/h e verso Nord, con investimenti non da poco per la Siena-Firenze.
Senza voler entrare nell’adeguamento indispensabile della Siena-Grosseto progetto che deve completarsi.
Tutto questo è utile per migliorare gli scambi culturali e commerciali nella nostra provincia con il resto della Regione e con l’Italia intera ed in questo senso andava anche il cominciare di un progetto di infrastrutture ferroviarie che dovevano colmare il gap strutturale dei trasporti nel senese.
L’inizio di questo progettoè stato possibile grazie ad un parziale adeguamento avvenuto negli anni passati con il protocollo siglato nel 1999 fra Ministero dei Trasporti, Provincia e Comune di Siena, per la linea ferroviaria Siena-Empoli con il raddoppio ( interessata anche la provincia di Firenze) prima fra le stazioni di Certaldo e Granaiolo, e ultimamente con la tratta Certaldo-Poggibonsi.
Adeguamento utile, limitato e non definitivo per lo sviluppo della Val d’Elsa, poiché l’obiettivo dovrebbe essere il raddoppio intero della linea Siena-Empoli, per poter sfruttare le sue potenzialità.

Prendiamo in esame chi arriva la mattina da Firenze-Empoli- Poggibonsi:
il primo treno arriva a Siena alle ore 7.31 e non tutti lavorano in banca. Nell’accordo in questione si prevede una percorrenza con servizi diretti Siena-Firenze in 75 minuti: gli attuali hanno una percorrenza “memorario” di 88 minuti e più attenzione alle fasce pendolari.

Secondo me, nella nostra provincia dovrebbe essere predominante il trasporto ferroviario cosa che torna sempre alla mente in prossimità di tornate elettorali solo però, per allungare il manifesto elettorale.
In questi giorni è tornato d’attualità la possibilità di adeguare l’aeroporto di Ampugnano.
Tanti sono stati in questi giorni gli interventi pubblici di politici, segretari di partiti, sindaci e amministratori privati senesi che nei dibattiti pubblici e con lettere sulla stampa locale e nazionale hanno decantato l’utilità dell’aeroporto per gli scambi internazionali, quando al massimo potrebbe diventare un aeroporto di media nazionale…
Non entro nelle problematiche importantissime che tanti stanno già sollevando come ad esempio i problemi legati alla falda acquifera dove la nostra Provincia non ha grandi risorse. L’ACQUA va tutelata oltre il possibile. Non entro nemmeno nei problemi con cui dovranno convivere gli abitanti delle zone rurali e agricole proiettate allo sviluppo agrituristico intorno all’attuale aeroporto, perché è con loro che si deve discutere l’eventuale realizzazione dell’aeroporto, sono loro che dovranno subire i problemi di rumorosità, la quale si ripercuoterà sulla loro economia quando verranno sorvolati da altri aeromobili e sicuramente si dovranno fare altre infrastrutture tali da poter sopportare l’incremento veicolare.
Voglio invece ricordare che la rete ferroviaria è elemento di minor impatto ambientale: inffati con un maggior sistema di integrazione della gomma con gli aeroporti nazionali e internazionali come quello G.Galilei di Pisa che si può raggiungere con il treno (mancano solo i collegamenti veloci con le altre province) e quello di Firenze, trovo paradossale investire in un aeroporto sicuramente minore e di esclusivo utilizzo di pochi, quando negli ultimi anni si è verificata una inversione di tendenza e un aumento del traffico dei viaggiatori sul treno, soprattutto pendolari, studenti e lavoratori, tanto che si è pensato di sviluppare un trasporto cadenzato fra Siena e Firenze.
Ma un potenziamento della rete ferroviaria appare oggi una speranza sempre più flebile, specie quando ascoltando i politici si continua parlare di sviluppo del trasporto delle merci e delle aree adibite alle merci e di come evitare doppioni e gli aumenti di traffico stradale, con formule che devono abbassare i costi del trasporto delle merci, ma che per raggiungere l’ultimo anello della catena, finiranno per essere tutti a carico del cittadino consumatore.
La novità invece sulla rete ferroviaria è che sull’intera linea si sta provvedendo a chiudere tutti gli scali ferroviari trasformandoli in parcheggi per vetture per poi venderli ai comuni.
Il prossimo è quello di Poggibonsi.

Dimenticavo, l’area adibita a scambi fra gomma e ferrovia di cui si parlava qualche tempo addietro, prima era quella di Siena Zona Industriale, successivamente quella di Badesse, ultima quella della Zambra a Barberino Val d’Elsa. Dove è finito il tavolo tecnico che la politica Nazionale, le Istituzioni locali e provinciali volevano aprire con R.F.I (Rete Ferroviaria)?
Senza scordarsi delle aree ex stazioni oramai abbandonate a se stesse e in mano ai vandali!

Per quanto riguarda la linea Siena – Chiusi lo stesso protocollo d’intesa stipulato nel 1999 parlava di velocizzare la linea a binario unico (tale è rimasto), ed è stato fatto invece solamente il miglioramento degli scambi in alcune stazione, la soppressione di alcuni passaggi a livello e piccole modifiche del tracciato con microvarianti. Ad onor del vero sono stati costruiti anche due sottopaggi nelle stazioni di Asciano Scalo e Sinalunga per la sicurezza dell’esercizio, ma di fatto non sono utilizzati a pieno regime per gli scambi dei treni in linea e questo fa si, che le percorrenze fra Siena e Chiusi risultano tali come in precedenza. Ricordo che il protocollo prevedeva servizi diretti e percorrenze di 65 minuti.
Attualmente la percorrenza va da un minimo di 69 minuti ad un massimo di 87 minuti sull’intera tratta.
Altro problema mai definito,è quello delle coincidenze a Chiusi per Roma.

Un caso ad esempio:
Il primo treno che parte da Siena non fa coincidenza a Chiusi con l’intercity 579 Firenze-Roma per 5 minuti (nell’ultimo orario era di 2 minuti). A onor del vero per fare coincidenza,s i potrebbe prendere un bus alle ore 5.45…questo orario è stato spostato almeno quattro volte (5.00,5.20,5,40) .
Le domande da fare ai dirigenti di Trenitalia sarebbero molteplici, per esempio, da subito quali sono i programmi per fare funzionare al meglio questa linea? Fare viaggiare i treni oppure lasciare libero mercato al trasporto su gomma, che è già diventato preminente rispetto alla ferrovia?
La Provincia e il Comune di Siena pensano che sia arrivata l’ora per fare degli interventi e un programma definitivo?. Dov’ è il treno diretto per Roma?
La vera politica dei trasporti passa soprattutto dal potenziamento delle linee ferroviarie, ma purtroppo negli ultimi anni si è visto solo la concorrenza del trasporto pubblico e privato della gomma senza che ci fosse l’ammodernamento strutturale delle strade.
Per chi ha poca memoria rammento che negli anni 80′ era stata ristrutturata la tratta ferroviaria Siena-Monteroni-Buonconvento di cui la popolazione della Val d’Arbia nutriva tanta fiducia.
Dopo un avvio e un trend positivo di viaggiatori, qualche politico ha pensato bene ad alimentare la concorrenza mettendo sulla stessa tratta un servizio di autobus per Siena, che di fatto ha depotenziato il vettore ferroviario. Conseguenze: aumenti di veicoli sulle stesse strade con relativi aumenti di traffico e di inquinamento, che tanti pagheranno con ripercussioni sulla propria salute e aumenti dei costi della sanità pubblica.

La priorità è portare a livelli europei il trasporto su ferro nella nostra provincia ed è pura miopia fare sforzi economici per altri vettori. Sembra tutto scontato ma oggi parliamo e prestiamo molta attenzione all’adeguamento dell’aeroporto di Ampugnano.
Ma è sulla priorità del tipo di trasporto ferroviario quali prospettive?
Invece di dedicarci a costruire prima la “cattedrale”, a quando il servizio metropolitano che colleghi Asciano- Buonconvento e Poggibonsi con Siena?

Cordiali saluti
Giuseppe Cundari

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