Lettera Aperta a Stefano Bisi

18 07 2007

Pubblico di seguito una lettera che ho inviato al direttore del Corriere di Siena sul ruolo del suo giornale nel panorama senese partendo dalla vicenda della sanità e dei cittadini rumeni.

Gentile Direttore, Gentile Redazione

Le scrivo perchè da lettore del Corriere di Siena ho notato che in questi giorni le pagine del Vostro giornale sono occupate, principalmente, da due temi che sembrano apparantemente distanti. Mi riferisco alla questione Sanità con la vicenda dello scambio dei tubi sui cui credo sinceramente, che abbiate fatto un buon lavoro di inchiesta giornalistica e la storia dei cittadini rumeni ospitati in una struttura del Comune di Siena a Costalpino. Dicevo che si tratta di temi apparantemente distanti, ma che invece sono le facce di una stessa medaglia. Devo dire che mi aspettavo, anche da cittadino che cerca di fare la Politica nella nostra Città, che il tema della Sanità avesse maggiore successo nel dibattito cittadino anche a seguito delle Sue Direttore, intelligenti ed argute sollecitazioni. Purtroppo però il mutismo è stato ed è, francamente desolante.
Invece, sembrano aver ottenuto maggiore interesse le vicessitudini dei cittadini rumeni – non Rom o Rom-eni come qualcuno li ha chiamati – che dopo aver passato due mesi in un capannone abusivo nei pressi della stazione in condizioni deprecabili ed al limite della decenza e che, il Suo giornale ha prontamente segnalato e denunciato, sono stati sistemati in un appartamento dei servizi sociali a Costalpino dall’attivissimo e sensibile Assessore Fabbri. In particolare Direttore, le colonne del Suo giornale hanno ospitato – come è giusto che sia per un giornale che vuole fare della informazione locale – un appello di alcuni cittadini di Costalpino che conteneva parole forti e di paura non per i rumeni definiti rom, ma per tutto quello che è diverso. Ma la cosa che mi ha colpito di più di questo appello è che i firmatari, oltre a manifestare una generale intolleranza verso chi è diverso ed a modi di vita diversi dai propri, lamentavano il fatto che a queste persone veniva data una casa del Comune senza rispettare graduatorie e che si spendavano i soldi dei contribuenti senesi per questo intervento di solidarietà. Queste due frasi hanno rafforzato in me la convinzione della crisi profonda in cui questa nostra povera Italia e gli italiani si trovano. Le difficoltà ad arrivare alla fine mese, l’insoddisfazione e l’incertezza del futuro, portano a cercare punti di fuga, bersagli su cui scaricare le nostre insicurezze. I rumeni a Costalpino sono stati lo sfogatoio per una piccola parte di cittadini ed è, questo un segnale di allarme forte che non possiamo trascurare. Un fatto è certo, la crisi della classe media sta toccando anche la nostra città: la Siena benestante, divenendo meno benestante diventa più egoista, meno attenta alla solidarietà. I cittadini di Costalpino sono uno dei tanti episodi di diffidenza e di insofferenza verso la diversità e che si verificano ahimè, sempre più spesso nei supermarket, per strada, nei bar. Ma non me la prendo con la gente, con i concittadini: si tratta di situazioni provocate dal fatto che su temi importanti come la salute, il lavoro la Politica a livello nazionale non riesce a dare risposte e su queste insicurezze si innestano gli interessi di parti politiche intolleranti che gridano e lanciano la caccia all’untore per distrarre dai problemi reali e veri e perché – in fondo fondo – non hanno interesse a costruire una cultura della comunità e della solidarietà e nemmeno a risolvere in senso pubblico e dunque comunitario, una serie di problemi. Il primato per loro è quello del mercato e dell’egoismo sociale: chi ha e può comprare bene, chi non ha si arrangi. Credo dunque, che mediaticamente la vicenda dei cittadini rumeni sia servita per distrarci tutti da questioni che meritavano maggiore interesse e forse sono un pò più oscure. Mi chiedo però quale è il ruolo di un giornale progressista e laico come il Corriere di Siena in questa vicenda. Ospitare l’appello è stato normale, ma si sono susseguiti una serie di articoli che raccontavano di una situazione che, come descritta dalle parole degli intervistati dal Corriere, non è mai esistita a Costalpino. Si è parlato di stato di degrado, di molestie, di minacce e non si è per nulla verificato e raccontata la storia di questo gruppo di cittadini della nostra Europa che è fatta, anche di situazioni di povertà, che sono venuti legittimamente nel nostro paese a cercare un lavoro e che si sono trovati da soli in una città che sta diventando un po’ distratta rispetto agli ultimi. Non una parola del meccanismo di solidarietà che ha portato alcuni cittadini senesi di tasca propria – non del generale contribuente – a pagare per mettere in condizioni i capi famiglia rumeni di potere andare al lavoro. Nemmeno un po’ di curiosità negli articoli apparsi per le storie di queste uomini e donne nate un po’ più a est di noi. Credo che il Corriere di Siena in questo caso, si sia fatto un po’ distrarre ed ha contribuito a costruire – spero inconsapevolemte – un clima di paura e di insicurezza e di diffidenza nei suoi lettori. Gentile Direttore, la conosco e la apprezzo per il Suo senso alto e il suo amore per i principi dell’eguaglianza e della tolleranza fra gli uomini che oggi sembrano essere solo di pochi eroi romantici e di qualche utopista che appartiene ad un piccolo partito di sinistra e spero dunque che sia animato dalla curiosità di raccontare le storie di questi nostri cittadini dell’Europa e di Siena, Inoltre – e qui scrivo da lettore – il Corriere è per me un giornale che deve contribuire alla libera informazione ed alla costruzione di una Siena migliore denunciandone anche le disfunzioni e soprattutto non cedendo a chi vuole fare di Siena una città per pochi e soprattutto, per chi ha un reddito a partire da 5 zeri.

Con stima e con affetto

Fiorino Pietro Iantorno





Italiallamatriciana

10 07 2007

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L’altra notte ho dormito poco. Sono tornato a casa ed ho acceso il mio mac e la curiosità mi ha portato ad andare a ricercare ed ad ascoltare le registrazioni dei poliziotti del G8 che si parlano e commentano gli accadimenti della Diaz e non solo. Non mi sono ne meravigliato, ne scandalizzato. Lo sapevo, lo sapevamo già, lo sanno tutti quelli che sono stati a Genova e tutti quelli che erano quella notte davanti al Media Center che non si trattava di una casualità. “1 a 0 per noi” commenta una “marescialla” scherzando con altri due colleghi. E’ passato tanto tempo ma il mal di stomaco rimane. Purtroppo aumenta.

I giornali però, hanno dedicato poco spazio a queste intercettazioni. Corriere.it e Repubblica.it, che all’inizio le avevano anche inserite, le hanno rimosse o comunque è difficile ritrovarle nei loro siti. Io almeno, oggi, non ci sono riuscito. Rimosse come Genova e come i fatti del G8. La stampa italiana sembra più impegnata a parlare di Pollari, Pompa e dei servizi segreti allamatriciana del nostro paese. Ma a me queste intercettazioni e quest’opera buffa sui servizi segreti sembrano stare insieme. Sono due aspetti di una crisi seria che sta vivendo il nostro paese e che la Politica, quella che dovrebbe avere la P maiuscola, sembra non aver capito. Pezzi importanti di un sistema democratico non rispondono più alla democrazia dunque al popolo. Rispondo ad altri. Rispondo ad interessi spesso economici che sembrano essere più forti e più importanti della Costituzione repubblicana. Qualcuno mi dirà: “E’ sempre stato così”. Lo so, ma credo che in questo momento la miscela di una classe politica che non riesce a comprendere la crisi profonda in cui si trovano gli italiani, la sfiducia verso le istituzioni, pezzi deviati, veline, velone, polli, pollari e pompe, possano tentare qualcuno a pensare di potere provare a dare una “raddrizzata” a questo paese. Sono pazzo? Vaneggio? Può darsi, ma mi dovete perdonare fa caldo, molto caldo e la matriciana è pesante da digerire.