L’uomo di Violante.

22 06 2007

Faceva molto caldo nella sala della Prefettura di Genova. Il capo della Polizia era seduto in fondo sulla sinistra del tavolo a ferro di cavallo predisposto per incontrare i promotori del No G8 di Genova. Al centro del tavolo erano seduti gli allora Questore  e Prefetto; diaz seduto quasi in disparte e con tono conciliante l’uomo di Violante, aggiungeva, rettificava, contraddiceva e spiegava il significato di una inutile zona rossa. Ricordo che ero seduto a fianco dell’amico e compagno Peppe De Cristofaro e che non avevamo molta simpatia per De Gennaro per svariati motivi, non da ultimo la mattanza di Napoli al No Ocse. “Mi auguro che non si ripetano più le scene di Napoli e che non si veda la gente picchiata con i calci dei fucili, anzi se i fucili non ci fossero proprio…” ingenuamente mi scappò un affermazione che non collideva con la morale e l’etica del poliziotto. Intervenne rapido come lo sceriffo cattivo di un qualsiasi film western De Gennaro a ricordarmi che “Le forze di polizia non possono girare senz’armi e poi non capisco la sua paura: da quando sono con incarichi di responsabilità in Polizia mi sembra che in ordine pubblico non si sia sparato neanche un colpo”. Con Peppe de Cristofaro ci guardammo e sottovoce ci dicemmo contemporanemante solo un nome “Ocalan”. Il super poliziotto afferrò al volo “Cosa dite?”. Peppe non si fece pregare e rispose “Piazza Esedra, la manifestazione per Ocalan se l’è scordata? Ci sono le foto di un agente che spara ad altezza d’uomo”. De Gennaro senza scomporsi ci disse “Vi sbagliate e poi non sono stati mai trovati i bossoli”. In questa risposta sta l’essenza di De Gennaro un poliziotto cinico che per slavare la sua pelle e dimostrare la fedeltà al nuovo governo Berlusconi ha obbedito ed ha costruito la mattanza della Diaz. Anzi l’ha diretta a distanza mandando tutti i suoi migliori uomini a dare una lezione al popolo di Genova. Me li ricordo i migliori uomini della Polizia quella sera mentre sentivamo le urla e i pianti degli inermi picchiati dentro la Diaz, me li ricordo attaccati ai telefonini ed alle ricetrasmittenti. Prendevano ordini chiari e lucidi da De Gennaro, lo abbiamo sempre detto. Prendevano ordini da De Gennaro che aveva preparato tutto con l’attenzione meticolosa dello scenografo: i poliziotti con la maglietta del No G8 mandati alle 18.00 a fare casino nella Diaz, le finte bombe molotov e tutto il resto.
Compiaciuto dei suoi uomini la sera avrà chiamato l’allora Presidente del Consiglio e gli avrà detto “Presidente ha visto la televisione?” e dall’altra parte “Complimenti De Gennaro, mi consenta di dire che lei è un vero servitore dello Stato”. Sono passati sei lunghi anni e un pò di verità sta venendo a galla. Ancora poca rispetto a tutto quello che è successo. Ora serve più che mai la commissione di inchiesta, per fare giustizia su Carlo Giuliani, Bolzaneto, i gas i cortei assaliti senza nessun motivo e tutto quello che è successo e chi ha contribuito, in un paese che si definisce democratico, a sospendere per una settimana la democrazia. De Gennaro era uno dei tanti responsabili. Vogliamo anche gli altri nomi.

 

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