L’uomo di Amato

28 06 2007

Sconcertante. Pensavo che la rimozione di De Gennaro da capo della Polizia avvenuta perchè iscritto nel registro degli indagati per “istigazione alla falsa testimonianza” per i fatti della Diaz rappresentasse un timido raggio di sole arrivato per 0jk1xm3h-180x140.jpgfar luce e un pò di giustizia sui fatti del luglio 2001. Lo pensavo perchè nonostante tutto, credo nella Costituzione, nei suoi valori è mi viene normale avere fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. Ancora una volta però, sono rimasto fregato. De Gennaro viene tranquillamente promosso. Addirittura gli viene dato un incarico che anche se le nomenklature romane definiscono secondario, ha un alto valore simbolico e politico. Ancora una volta abilmente cambia pelle e da uomo di Violante si trasforma in uomo di Amato. E si perchè il prefetto De Gennaro viene promosso a capo di gabinetto del Ministro Amato e si sussurra che si occuperà della Sicurezza dei cittadini. E’ a dir poco vergognoso che un Ministro scelga e promuova a capo di Gabinetto un funzionario dello Stato su cui c’è il sospetto di aver tradito la Costituzione e la fedeltà ai suoi valori.”Istigazione alla falsa testimonianza” è reato grave: De Gennaro avrebbe – secondo quando emerso dall’inchiesta – fatto pressioni per costruire false prove e per far dichiarare il falso ad altri funzionari dello Stato e a poliziotti per giustificare la carneficina della Diaz. Si tratta di una ipotesi di reato gravissima per uno che dovrebbe servire lo Stato: se De Gennaro fosse condannato significherebbe che ha tentato di manovrare e di sabotare l’impianto costituzionale del nostro paese e soprattutto di alterare il compito della Polizia di Stato che è quello di proteggere i cittadini. Non so se mi sono spiegato, ma De Gennaro, se fosse condannato, sarebbe alla stregua di un golpista sudamericano. Ed i suoi metodi – come molti sanno e hanno visto – sono stati a Genova sudamericani… Male ha fatto Amato ha nominare un indagato capo di Gabinetto del Ministero degli Interni. Anzi malissimo. De Gennaro si deve dimettere ed aspettare il corso della Giustizia. Se verrà scagionato potrà fare tutto quello che vuole, ma per ora con una ipotesi di reato così grave non può servire lo Stato, perchè c’è il sospetto che non sia un buon servitore. Anzi. Sconcertante il silenzio dei partiti della sinistra, per primo Rifondazione Comunista che è quello dove milito. Come si fa a non dire nulla di questo incarico? Come si fa a non trovare una dichiarazione dura  su questa promozione. Non si può barattare la promozione di De Gennaro per la commisione di inchiesta sui fatti del G8. Se così è si tratta ancora una volta di un prezzo troppo alto che si deve pagare per avere un po’ di giustizia su quel maledetto luglio 2001. E mi sembra che la giustizia non si possa comprare al discount.

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L’uomo di Violante.

22 06 2007

Faceva molto caldo nella sala della Prefettura di Genova. Il capo della Polizia era seduto in fondo sulla sinistra del tavolo a ferro di cavallo predisposto per incontrare i promotori del No G8 di Genova. Al centro del tavolo erano seduti gli allora Questore  e Prefetto; diaz seduto quasi in disparte e con tono conciliante l’uomo di Violante, aggiungeva, rettificava, contraddiceva e spiegava il significato di una inutile zona rossa. Ricordo che ero seduto a fianco dell’amico e compagno Peppe De Cristofaro e che non avevamo molta simpatia per De Gennaro per svariati motivi, non da ultimo la mattanza di Napoli al No Ocse. “Mi auguro che non si ripetano più le scene di Napoli e che non si veda la gente picchiata con i calci dei fucili, anzi se i fucili non ci fossero proprio…” ingenuamente mi scappò un affermazione che non collideva con la morale e l’etica del poliziotto. Intervenne rapido come lo sceriffo cattivo di un qualsiasi film western De Gennaro a ricordarmi che “Le forze di polizia non possono girare senz’armi e poi non capisco la sua paura: da quando sono con incarichi di responsabilità in Polizia mi sembra che in ordine pubblico non si sia sparato neanche un colpo”. Con Peppe de Cristofaro ci guardammo e sottovoce ci dicemmo contemporanemante solo un nome “Ocalan”. Il super poliziotto afferrò al volo “Cosa dite?”. Peppe non si fece pregare e rispose “Piazza Esedra, la manifestazione per Ocalan se l’è scordata? Ci sono le foto di un agente che spara ad altezza d’uomo”. De Gennaro senza scomporsi ci disse “Vi sbagliate e poi non sono stati mai trovati i bossoli”. In questa risposta sta l’essenza di De Gennaro un poliziotto cinico che per slavare la sua pelle e dimostrare la fedeltà al nuovo governo Berlusconi ha obbedito ed ha costruito la mattanza della Diaz. Anzi l’ha diretta a distanza mandando tutti i suoi migliori uomini a dare una lezione al popolo di Genova. Me li ricordo i migliori uomini della Polizia quella sera mentre sentivamo le urla e i pianti degli inermi picchiati dentro la Diaz, me li ricordo attaccati ai telefonini ed alle ricetrasmittenti. Prendevano ordini chiari e lucidi da De Gennaro, lo abbiamo sempre detto. Prendevano ordini da De Gennaro che aveva preparato tutto con l’attenzione meticolosa dello scenografo: i poliziotti con la maglietta del No G8 mandati alle 18.00 a fare casino nella Diaz, le finte bombe molotov e tutto il resto.
Compiaciuto dei suoi uomini la sera avrà chiamato l’allora Presidente del Consiglio e gli avrà detto “Presidente ha visto la televisione?” e dall’altra parte “Complimenti De Gennaro, mi consenta di dire che lei è un vero servitore dello Stato”. Sono passati sei lunghi anni e un pò di verità sta venendo a galla. Ancora poca rispetto a tutto quello che è successo. Ora serve più che mai la commissione di inchiesta, per fare giustizia su Carlo Giuliani, Bolzaneto, i gas i cortei assaliti senza nessun motivo e tutto quello che è successo e chi ha contribuito, in un paese che si definisce democratico, a sospendere per una settimana la democrazia. De Gennaro era uno dei tanti responsabili. Vogliamo anche gli altri nomi.

 





Presidente Prodi dove è finito il programma?

3 06 2007

“Presidente io l’ho votata! Ma dove è finito il programma? Dove è finita la democrazia partecipata?” Sono queste in sintesi le domande che la rappresentante dei comitati di base del No al Dal Molin di Vicenza ha fatto ad un Prodi frastornato mentre gli altri del comitato gliele suonavano con fischietti e pentole. E si, dove è finito il programma frutto di interminabili mediazioni e di tanto lavoro? La contestazione che oggi Prodi ha ricevuto a Trento al festival dell’Economia è molto interessante ed ha diversi elementi che dovrebbero far riflettere i politici di razza del centro sinistra. Innanzitutto ad una settimana dalla sconfitta elettorale del centro sinistra al nord una contestazione proprio nel profondo nord. Ma non una contestazione di chi vuole non pagare le tasse e si è convinto che evadere è bello. Una contestazione da parte di cittadini e cittadine di Vicenza che non vogliono una base militare a 15 metri dalle proprio case e che comunque vorrebbero potersi esprimere con un referendum per cercare di comprendere che cosa vogliono i vicentini. Dunque una contestazione civile e legittima su un tema che era nel programma del centro sinistra e soprattutto, prodia.jpgmolto politica nel senso vero del termine. Certo perchè in un monento in cui tutti parlano di crisi della politica e della rappresentanza politica, questi cittadini si organizzano, si incontrano, lavorano e producono documenti per dire no ad una base militare e decidono anche di organizzarsi per andare a dirlo al primo ministro Prodi che nella faccenda si è comportato da novizio Pilato. Mi sembra che la voglia di politica non manchi al Nord! Anzi! I comitati No al Dal Molin, i comitati No Tav, le varie campagne che portano avanti numerosi comitati sono il sintomo ed il segno che a Nord c’è partecipazione e c’è voglia di discutere e di incontrarsi. C’è voglia di politica. Forse di un’altra politica e non di quella di questo centro sinistra anemico e senza grinta. Anche la scelta del luogo della contestazione non credo che sia del tutto casuale. Il Festival dell’economia organizzato a Trento oggi aveva nel programma un forum con Prodi per stilare un bilancio del primo anno di governo. Credo che la contestazione sia stata pertinente con il tema della giornata. E il nostro Prodi si deve sentire fortunato perchè Trento è città molto lontana da altre parti del nostro paese dove ci sono tanti e tante che avrebbero voglia di parlare di questo primo anno di centrosinistra.





www.comedonchisciotte.org

2 06 2007

Ieri a Siena all’improvviso è caduta tantissima acqua. La strada è diventata buia, ma di un buio irreale per le tre del pomeriggio. Poi un forte fragore nel cielo ha annunciato una pioggia incessante. E’ stata una pioggia provvidenziale perchè mi ha permesso di parlare del più e del meno con Nasser ed Andrea perchè non potevamo raggiungere l’automobile per andare a casa. E tra una chiacchiera ed un altra, Andrea mi ha fatto conoscere un sito di informazione serio: si chiama www.comedonchisciotte.org . Lo trovo molto utile, perchè come dice Andrea nel suo sito – www. hawiyya.org– dove pubblica una bella intervista al grande Edward Said è un sito che fa domande vere. E le domande devono essere come l’acqua di ieri: forti, incessanti e soprattutto devono lasciarti inzuppato di verità. Andateci a fare un giro.