Per e Con Piergiorgio Welby: illuminiamo il buio della ragione dello stato

15 12 2006

Carissime Amiche, Carissimi Amici,

welbymi dispiace disturbare il clima natalizio che volontariamente o involontariamente ci assorbe, ma vi chiedo solo pochi minuti per leggere la lettera che Piergiorgio Welby ha inviato al direttore del Tg3.
Una lettera che non ha bisogno di commenti: personalmente mi sento con Piergiorgio Welby e mi sento di testimoniare per Piergiorgio Welby con una semplice firma all’appello e scegliendo di camminare per lui domani alle 18,00 in piazza Gramsci a Siena
Non si tratta di difendere semplicemente la dignità di un uomo. E’ in gioco qualcosa di più: è in gioco la libertà di scelta che in uno stato laico e democratico deve essere un principio fondante dell’azione legislativa, politica e culturale.
A chiunque per diverso motivi condivide la lettera di Piergiorgio, l’invito domani a essere in piazza Gramsci alle 18,00 con una candela per illuminare il buio della ragione che nel nostro paese da troppo tempo abita.

fiorino pietro iantorno

Lettera di Piergiorgio Welby

«Signor Direttore, come già Luca Coscioni, a mio turno sono oggi oggetto di offese e insulti, di pensieri, parole, aggressioni alla mia identità ed alla mia immagine, quasi non bastassero quelle perpetrate al corpo che fu mio e che, invece, vorrei, per un attimo almeno, mi fosse reso come forma, qual è il corpo, necessaria del mio spirito, del mio pensiero, della mia vita, della mia morte; in una parola del mio ’esserè»
«Sono accusato, insomma di ’strumentalizzarè io stesso, la mia condizione per muovere a compassione, per mendicare o estorcere in tal modo, slealmente, quel che proponiamo e perseguiamo con i miei compagni Radicali e della Associazione Luca Coscioni, così infamandoci come meri oggetti o come soggetti plagiati. Strumenti? Sono, invece, limpidi obiettivi ideali, umani, civili, politici».
«Dalla mia prigione infame da questo corpo che, nel nome dell’etica s’intende, mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla politica da un suo illustre, altro, ’prigionierò: Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano».
«Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio, dove sono mai finiti per tanti ’credentì Corpo mistico e Comunione dei Santi? Comunque Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori! Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi. Io auguro a voi ogni bene. Spero davvero (ma temo fortemente che così non sia), spero davvero che questo augurio vi raggiunga, si realizzi, perché questo ’voì oggi manca anche a me, anche a noi altri».

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: