La costante berlusconizzazione dell’Italia

2 12 2006

La manifestazione del centro destra voluta fortemente dal leader Silvio Berlusconi è riuscita. Forse a Roma non avranno manifestato due milioni di persone, ma sicuramente ha marciato per le strade della capitale un pezzo rilevante di questo paese che è stato sempre sottovalutato dall’Unione e che gli strateghi delle forze del centro sinistra pensavano non esistesse. Ma questo pezzo di paese, molto diverso per caratteristiche e per istanze, si era già manifestato durante le ultime elezioni politiche: la composizione dei due rami del nostro Parlamento e la vittoria sul filo di lana del centro sinistra, sono la testimonianza che l’Italia attualmente è un paese diviso in due. Una divisione che non è perfettamente geografica e che non è riassumibile nella contrapposizione nord-sud, ma che è una divisione più che sociale forse, culturale. Intendo dire che in questi anni più che Berlusconi ha vinto e si è affermato nella nostra società il berlusconismo. Anzi possiamo tranquillamente dire che abbiamo vissuto una berlusconizzazione costante del nostro paese. Un processo molto più forte e intenso della stessa personalità dello stesso Silvio Berlusconi che è solamente il simbolo di questa cultura e di questo processo. L’Italia è diventato un paese più povero e in declino, ma allo stesso tempo è un paese dove è cresciuto un egoismo sociale fortissimo che non è confinabile solamente nei classici strati ricchi del nostro paese da sempre insofferenti agli elementi di giustizia sociale, ma si è generalizzato in tutte le componenti sociali dell’Italia. Egoismo, disprezzo per le regole e per tutto quello che è pubblico, insofferenza verso la politica vista come orpello inutile e a cascata rifiuto di tutto quello che è comunità, paura per il diverso. Queste sono le caratteristiche del berlusconismo che è fenomeno molto più complesso dello stesso Berlusconi. Il centro sinistra si è completamente disinteressato di questo aspetto convinto che la soluzione per rispondere alle richieste di questa parte del paese sono politiche moderate e centriste che si concretizzeranno nel nuovo partito democratico. L’italia ha invece bisogno di nuove politiche culturali che riescano a sconfiggere partendo dalle nuove generazioni il germe dell’egosimo e dell’individualismo caratteristiche fondamentali del berlusconismo. Servono riforme in diversi settori del paese Italia, ma serve soprattutto una rivoluzione culturale che partorisca politiche culturali capaci di rimettere al centro la socialità, l’essere comunità così come dopo la seconda guerra mondiale i padri costituenti erano riusciti a fare attraverso la scrittura e l’adozione della nostra Carta Costituzionale.La demonizzazione di Berlusconi appare oramai inutile. Serve invece una rilfessione autentica su quello che è oggi nel nostro paese il berlusconismo e sulla costante berlusconizzazione della società a cui purtroppo, non è rimasta immune neanche una parte consistente del centro sinistra.

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3 responses

4 12 2006
santosubito

Era ora che un politico, esponente di quella “parte sinistra” della maggioranza, prendesse atto dell’esistenza di qualcosa di più rispetto alla politica della destra e di quello che è stata la Cdl, con il suo presidente. La manifestazione di sabato è stata la consacrazione ufficiale di quel “berlusconismo” di cui tanto a sproposito e troppe volte con sufficienza si è parlato. E’ iniziato ufficialmente un nuovo corso verso un rafforzamento della creazione di un bipolarismo che vedrà o schiacciato il centro o il taglio delle “estremità”.

6 12 2006
Gianvito

Caro Fiore, ti faccio il mio in bocca al lupo per questa iniziativa e per l’importante sfida politica che hai lanciato alla tua opposizione. Apprezzo molto il tuo impegno politico e spero che riesca nel tuo intento di far prevalere l’altruismo all’egoismo di cui accennavi.

Spesso guardando programmi come report su rai tre, mi rammarico all’idea di vivere in un paese che sta perdendo il senso della legalità e del buon senso. Noi, nuove generazioni, stiamo assistendo ad uno spettacolo che spero faccia nascere un senso di disprezzo piuttosto che di imitazione. Mi riferisco ai nostri politici ormai definibili pluripregiudicati (la maggioranza dei seduti in parlamento ha condanne definitive) o incompetenti (la maggioranza vive di politica e senza di quella non ha una professione) che spesso vediamo ai vertici di aziende pubbliche ma aimè privi di competenze tecniche e manageriali. I risultati si vedono poi nei bilanci di società perennemente in perdita (alitalia, le società collegate alle autostrade, sviluppo italia, and so on).

Ergo, non mi sento rappresentato da questa classe politica ….
Ciao

6 12 2006
pasquale cacace

ARRESTATELO !!!!!

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